Feste e Sagre del Piemonte - Natale
Località: Vinadio (CN)
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Periodo: Natale | Data: 24-25 dicembre e 6 gennaio ad anni alterni |
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Descrizione
Nell'antica parrocchiale di S. Lorenzo, poco prima della mezzanotte ha inizio la sacra rappresentazione della Natività, che si è mantenuta fedele alle secolari usanze. Durante la messa solenne, vestiti con i vecchi costumi, gli abitanti del luogo scandiscono i momenti più rappresentativi del lieto evento, annunciato per le strade del paese e dalle possenti mura delle Fortificazioni Albertine; accanto all'altare, l'Arcangelo Gabriele attende S. Giuseppe e la Madonna. Quando le campane suonano a festa Maria depone il bambino (una statua in gesso) in una culla; entrano allora i pastori, guidati da Gelindo (personaggio della tradizione popolare piemontese, che in questa occasione porta in capo un antico cappello dell'Abbadia di Sambuco). I pastori, procedendo verso l'altare, simboleggiano il viaggio verso Betlemme: depongono doni e adorano il Sacro Bambino. La funzione, in parte cantata, si chiude con il bacio a Gesù da parte di tutte le persone: viene ripetuta con qualche variante il giorno di Natale alle ore 11; l'ultimo atto ha invece luogo il giorno dell'Epifania. Il 6 gennaio i pastori si incontrano davanti al Municipio con i Re Magi per poi dirigersi in processione verso la chiesa portando doni al piccolo Gesù. Al termine della funzione, tutti gli interpreti sfilano per le vie del paese. La sacra rappresentazione non viene ripetuta annualmente ma ad intervalli stabiliti di volta in volta: la conferma si ha solo verso l'otto dicembre, festa dell'Immacolata Concezione.
Località: Premosello-Chiovenda (VB)
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Periodo: Natale | Data: 5 gennaio
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Descrizione
un momento di folclore autentico, un rito precristiano che sopravvive a Premosello e nella frazione di Colloro. Su un grande falò si brucia alla sera un pupazzo dalle fattezze umane che rappresenta la persona più anziana del paese.
Natura e origine di questa antichissima tradizione, di grande diffusione e dal significato magico esorcistico, non sono di interpretazione univoca. La sua vicinanza al Capodanno la collega per un verso alla tradizione pagana di bruciare il fantoccio che rappresenta l’anno che muore, ma è riduttivo limitarla a questo collegamento. L’etimologia del nome deriva secondo alcuni interpreti dall’espressione “calcare la vecchia” e in questa vecchia che si brucia potrebbe essere rappresentata la strega, cioè il simbolo del male, delle disgrazie e delle epidemie.
La sua distruzione all’inizio dell’anno sarebbe quindi una sorta di rito preventivo per allontanare calamità future e garantire il benessere alla comunità che celebra l’atto rituale.
Secondo alcuni il significato originario andrebbe cercato nelle usanze di popolazioni celtiche che avrebbero praticato sacrifici umani. Un’interpretazione che appare abbastanza fantasiosa è quella della punizione inflitta ad un vecchio per avere fornito informazioni sbagliate ai Re Magi che cercavano la grotta della Natività.
Il fascino della Carcavegia deriva da radici che giungono da tempi antichissimi, da tradizioni pagane misteriose poi reinterpretate alla luce del cristianesimo. Del resto manifestazioni analoghe si svolgevano un tempo in numerose località delle Alpi e anche in altri Paesi. Localmente la tradizione era diffusa in tanti paesi dell’Ossola. Oggi la si celebra ancora in modo analogo anche in altre località ossolane, ma soltanto a Colloro conserva il suo aspetto più autentico. A dimostrare quanto in questa frazione sia radicata la Carcavegia, è il fatto che il luogo dove sempre a memoria d’uomo viene bruciato il fantoccio viene definito nella toponomastica al Falò.
La festa viene preparata fin dall’inizio del nuovo anno: i ragazzi girano per le vie del paese suonando corni e campanacci e raccogliendo tutto ciò che può essere utile per preparare la pira, e si comincia a confezionare il pupazzo. Prima erano due: quello della vegia e quello del vecc: ormai resta solo quest’ultimo, al collo del quale viene appeso un cartello con il nome dell’abitante più anziano. La persona in questione non giudica il fatto un atto irriguardoso nei suoi confronti, ma al contrario un onore.
Infatti il giorno prima del falò i giovani gli portano da vedere il pupazzo che lo rappresenta ed egli offre loro da bere; inoltre, se ne ha la possibilità, lui stesso in persona assiste alla cerimonia. Si fa di tutto per mantenere la ricorrenza con i suoi connotati più autentici, anche se ciò diventa sempre più difficile perché i giovani, che in essa svolgono un determinato ruolo, sono sempre meno, mentre diventa difficile trovare il materiale per preparare il rogo.
Più forte di queste difficoltà è però la volontà degli abitanti di Colloro di mantenere la loro Carcavegia, come dimostra il fatto che l’intera comunità si raduna per celebrare l’atto rituale e conclude poi la serata con una bevuta in onore di coloro che hanno preparato la festa.
Ad aumentare la suggestione del momento in cui le fiamme si innalzano nella fredda notte di gennaio, sono il suono del corno e quello dei campanacci: il tutto crea una atmosfera unica ed evoca sensazioni indefinibili. In questa atmosfera persiste il senso più autentico di questa ricorrenza, che anche nel passaggio ad un nuovo millennio riesce a suscitare sentimenti misteriosi collegati ad epoche lontanissime.
Località: Masserano (BI)
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Periodo: Natale | Data: 24 dicembre |
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Descrizione
Subito dopo il brindisi di mezzanotte, tutto il paese si raduna sul piazzale antistante la chiesa parrocchiale, per incendiare un enorme cumulo di fascine, legato intorno ad un alto palo di legno. Nel momento in cui le fiamme divampano più alte, ben oltre il tetto della chiesa, spargendo intorno piogge di faville incandescenti, gli anziani del paese osservano assorti la direzione che il vento imprime alle scintille di brace volanti. Come Druidi moderni borbottano tra loro per trarre dal volo delle faville pronostici sul nuovo anno, sia riguardo ai raccolti che alla fortuna del paese, secondo misteriose regole note soltanto a loro, e tramandate di padre in figlio. Questo rito di sapore pagano (è antico di secoli) attira ogni anno centinaia di curiosi, che puntualmente lasciano il paese senza aver capito esattamente quale sia stato l'esito del pronostico, ma che restano contagiati dall'atmosfera magica della festa.
Località: Cossogno (VB)
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Periodo: Natale | Data: 26 dicembre |
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Descrizione
Caratterizza la festa patronale di S. Stefano e consiste nella benedizione e nella successiva distribuzione dei "toc", pane di segale del Santo, che ha luogo sul sagrato della chiesa parrocchiale. La tradizione deriva dal tardo Medioevo, come gesto di elemosina comunitaria per i poveri.
Località: Seppiana (VB)
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Periodo: Natale | Data: 6 gennaio |
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Descrizione
Nella chiesa parrocchiale di Seppiana in Valle Antrona si svolge una sacra rappresentazione tradizionale del presepio, tra le poche del genere sopravvissute in Piemonte, recitata in dialetto, di cui è protagonista un montanaro (Gelindo è appunto un personaggio della tradizione popolare piemontese).
Località: Cessole (AT)
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Periodo: Natale | Data: 24 dicembre |
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Descrizione
Sacra rappresentazione in notturna per le antiche vie del paese illuminate solo da torce a cui si affianca la rievocazione di antichi mestieri. È una delle più attente e spettacolari interpretazioni della Natività che coinvolge l'intera popolazione impegnata - nei costumi dell'epoca - a far rivivere con fedeltà biblica il mistero della nascita di Gesù, e dove gli stessi visitatori diventano parte integrante della recita.
Località: Chiusa di Pesio (CN)
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Periodo: Natale | Data: 24-26 dicembre e 2 gennaio |
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Descrizione
In frazione S. Bartolomeo viene riproposta ogni anno una delle più suggestive rappresentazioni della Natività dell'intera provincia di Cuneo. In quest'occasione, la borgata si trasforma in una Betlemme nostrana e tutta la popolazione, vestita con abiti della tradizione contadina e montana, partecipa attivamente alla recita. Oltre alla rappresentazione religiosa vale la pena percorrere il lungo tracciato nel quale vengono rievocati gli antichi mestieri, ormai quasi dimenticati.
Località: Dogliani (CN)
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Periodo: Natale | Data: 23/24 dicembre |
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Descrizione
A Dogliani Castello (il nucleo più antico di Dogliani, un comune del cuneese posto nella parte sud occidentale della Bassa Langa) si svolge l'ormai tradizionale - e frequentatissima - rappresentazione natalizia curata ogni anno dagli stessi abitanti del luogo impegnati a far rivivere il mistero della Natività. L'evento mette in scena, dalle 20,30 in poi, circa 350 figuranti in costume. Tra sacro e profano, la manifestazione, nata nel 1975 per iniziativa della locale Pro Loco, si snoda lungo suggestivi scenari che riproducono scorci di Palestina. Spente le luci elettriche, le strette viuzze delle contrade - trasformate in una Betlemme nostrana - vengono illuminate soltanto da torce a vento e falò. In quest'atmosfera d'altri tempi, anfratti e cortili diventano osterie, botteghe e laboratori artigianali. Culmine della sacra rappresentazione è l'arrivo della Madonna in groppa all'asinello, personaggio interpretato da una giovane ragazza del Rione, accompagnata da Giuseppe. La coppia vaga stancamente tra botteghe e osterie in cerca di un luogo dove sostare. Viene però sempre respinta, sino a quando non incontra il buon Gelindo che indica una stalla (allestita nel torrione del castello) dove riposa un pacifico bue. In quello stesso istante una cometa illumina il cielo per annunciare il lieto evento: la nascita di Gesù.
Località: Mongrando (BI)
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Periodo: Natale | Data: 24 dicembre |
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Descrizione
Il presepe vivente del Bosco del Vallino è senza dubbio una delle rappresentazioni sacre più suggestive dell'intera provincia.
Per seguire la rappresentazione è necessario lasciare l'auto a Mongrando e proseguire a piedi addentrandosi nel bosco, in località Vallino. Il percorso è segnato da un gran numero di fiaccole poste ai bordi di un ruscelletto (ma negli anni in cui la neve è già scesa può essere sufficiente il suo riflesso chiaro). Dopo una decina di minuti di marcia si arriva sulla cima soprastante un vasto avvallamento, una sorta di anfiteatro naturale, ove Rettuga ed i suoi ragazzi provvedono all'allestimento del presepe: ci sono la capanna ed il mulino, il recinto con le pecore (vere!) e la grotta della Natività con il bue e l'asinello (veri anche loro). Una musica diffusa, che pare provenire dal buio della boscaglia, prepara i presenti (sempre svariate centinaia) all'evento. I giochi di luce fanno il resto, aggiungendo emozioni ad una suggestione già molto grande. Il tutto ha una durata di circa un'ora e poi, prima di riprendere il cammino verso l'auto, è il momento della festa con la distribuzione gratuita del vin brulé (tipica bevanda calda a base di vino e spezie).
Località: Sizzano (NO)
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Periodo: Natale | Data: 24 dicembre-6 gennaio |
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Descrizione
Sono rispettivamente in programma una sacra rappresentazione dell'Annunciazione e della Natività ed una dell'arrivo dei Re Magi. Vengono organizzate e recitate dai coscritti diciottenni, in omaggio ad una tradizione risalente al secolo scorso.