Feste e Sagre del Piemonte - Febbraio
Località: Premia (VB)
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Periodo: Febbraio | Data: primi di febbraio |
Contatti
Descrizione
In questa occasione si rianima l'antico villaggio walser di Salecchio, ormai disabitato e nel quale è possibile ammirare ancora le tipiche strutture in legno e sasso. Nella frazione si celebra infatti una Sacra Funzione, seguita dalla processione per le vie del paese. Altri momenti rituali sono la distribuzione e la benedizione delle candele e la degustazione di polenta e spezzatino o polenta e latte. Salecchio, autentico nido di aquile situato a strapiombo sulla valle sottostante, si raggiunge con circa un'ora e mezza di cammino dalla frazione Passo. Per sette secoli qui ha vissuto una colonia walser in isolamento assoluto, godendo di autonomia politica, giuridica (appositi statuti regolavano la vita comunitaria) e culturale. Fino al 1600 gli abitanti scendevano a Baceno solo per sposarsi e per battezzare i figli. L'antico villaggio, abbandonato come insediamento stabile negli anni 60, torna ora a rivivere solo in occasione della Candelora e di alcune altre feste tradizionali che attirano molta gente.
Località: Mompantero (TO)
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Periodo: Febbraio | Data: 1ª domenica di febbraio |
Contatti
Descrizione
Sulle pendici del Rocciamelone torna a rivivere la leggenda dell'orso Marino. Nel tempo che fu, nella zona vi era un enorme orso che terrorizzava i montanari; venne così effettuata una battuta e il bestione fu catturato. In occasione della festa ogni anno la gente esce di casa per osservare il plantigrado, che scende dalla montagna prigioniero dei cacciatori. L'orso (che è un uomo travestito) fa il giro delle osterie a passi di danza, alla ricerca della più bella ragazza del paese, che sarà poi costretta a ballare con lui.
Località: Ponti (AL)
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Periodo: Febbraio | Data: fine febbraio - inizio marzo |
Contatti
Storia
Correva l'anno 1571 quando un gruppo di calderai provenienti da Dipignano, paese del Cosentino, arrivò a Ponti, attirati dalla voce comune che dipingeva il Marchese Cristoforo Del Carretto, feudatario di questo luogo, come una persona di gran cuore. Giunti al borgo, infreddoliti ed affamati, i calderai chiesero ospitalità al Signore della "Casa Carretta"; egli, vista la loro capacità di stagnare, disse: "Se riuscirete ad aggiustare il vecchio enorme paiolo delle mie cucine, vi darò tanta farina gialla da riempirlo, in modo che possiate sfamarvi tutti." Voltò il cavallo e tornò al castello, lì giunto, diede ordine ai suoi servitori di portare il vecchio e malandato pentolone ai bravi stagnini che si misero alacremente all'opera facendolo tornare come nuovo. Cristoforo Del Carretto mantenne la promessa facendo recapitare agli affamati calderai un buon quantitativo di farina di mais; intanto gli abitanti del borgo avevano fraternizzato con i magnani venuti da lontano; ed ecco uscire dagli usci le brave massaie con le cocche del grembiule in mano: portavano chi uova, chi cipolle, chi merluzzo, e chi vinello dei nostri colli che dovevano servire per cucinare una frittata. La farina servì a cuocere un enorme polenta che affiancata da un altrettanto grande frittata, dono, questa, del buon cuore dei pontesi, sfamò gli infreddoliti magnani. E fu festa, così grande ed allegra da essere ricordata ogni anno.
Descrizione
Il borgo di Ponti (che prende il nome da un ponte romano di cui ancora sono visibili alcuni resti), si trova sulle colline che sovrastano il fiume Bormida. Questa tradizionale sagra folcloristico-gastronomica è amatissima da queste parti. Si svolge nei pressi del castello, intorno ad un immenso calderone mescolato da decine di uomini accompagnati nel loro lavoro preparatorio dalla musica della banda del paese.