Feste e Sagre del Piemonte - Carnevale
Località: Castellamonte (TO)
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Periodo: Carnevale | Data: settimana di carnevale |
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Descrizione
La città ripropone un antico rituale le cui origini risalgono al 1360. È il corteggio storico con un susseguirsi di momenti suggestivi popolati da Paggi, Alfieri, Armigeri, Balestrieri e Dame, le sette Dame velate di nero simbolo dei sette Rioni della città. La manifestazione rievoca la distruzione dell'antico castello ed è caratterizzata dalla presenza di carri satirici: coinvolge oltre 200 figuranti in costume. Il mercoledì delle Ceneri si svolge la consueta sfilata dei carri che attraversa il centro.
Località: Sampeyre (CN)
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Periodo: Carnevale | Data: settimana di carnevale |
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Descrizione
In Piemonte le Baìe o le Abbadie di medioevale memoria erano le congregazioni dei giovani. La Bahio della Val Varaita, composta da 300 figuranti (solo maschi) in preziosi costumi, rievoca la cacciata dei Saraceni, sovrapponendo frammenti di storia, leggenda e tradizione. Di grande interesse il cerimoniale, le danze tradizionali alpine e la forte genuinità che caratterizza l'iniziativa. Di norma, la rappresentazione ha luogo il Giovedì Grasso e le due domeniche precedenti: vi partecipano le Baìe di Sampeyre e quelle delle frazioni Rore, Calchesio e Villar. Si svolge ogni cinque anni: la prossima edizione avrà luogo nel 2007.
Località: Ivrea (TO)
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Periodo: Carnevale | Data: settimana di carnevale |
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Descrizione
Ogni anno si rinnova una tradizione centenaria in cui rievocazione storica e leggenda si fondono in una manifestazione unica nel suo genere, anche per il numero di partecipanti attivi che si danno battaglia a colpi di arance durante il momento culminante di tutta la colorata kermesse, tra le più celebri di tutta Italia. Un rito che viene riproposto fedelmente dal 1808. La manifestazione nel suo insieme raccoglie e ripropone molti temi: le antiche sommosse popolari (la battaglia delle arance, appunto, che viene ripetuta più volte), insieme al ricordo del passaggio di Napoleone in Piemonte (il personaggio del Generale, con il suo Stato Maggiore), e la leggenda della Mugnaia, eroina scampata alle angherie di un signorotto. E appunto la Mugnaia è il personaggio più importante del carnevale di Ivrea. In città, per interpretarla si scatena una vera e propria gara: essere eletta la Vezzosa è grande privilegio, legalmente riconosciuto dalla cittadinanza e dalle autorità comunali. I momenti più spettacolari sono: la mattina dell'Epifania, in cui Pifferai e Tamburai annunciano, per le vie e per le piazze di Ivrea, l'inizio del Carnevale e richiamano a raccolta i cittadini per la presentazione del nuovo Generale nella Piazza dei Città. Poco più tardi il Podestà del Libero Comune si reca, con il suo seguito di Credendari (ossia i Consiglieri comunali dell'epoca), in processione alla cappella dei Tre Re Magi sul Monte Stella. Nelle due domeniche che precedono il Giovedì Grasso si svolge l'alzata degli Abbà: i piccoli priori dei rioni cittadini vengono presentati alla popolazione dai balconi dei rispettivi quartieri. E già s'iniziano gli innumerevoli intermezzi gastronomici con le fagiolate rionali cioè la preparazione e la distribuzione gratuita del piatto tradizionale a base di fagioli, salami e parti varie del maiale cotte a fuoco lento. Il Giovedì Grasso, nel salone d'onore di Palazzo Civico, il sindaco consegna la simbolica fascia tricolore al Generale. Dopo la lettura del proclama comincia la festa che sfocia nell'allegra mascherata in piazza Ottinetti. Il Sabato Grasso, alle 21, la folla accoglie l'apparizione - fino a questo momento tenuta segreta - della Bella Mugnaia nello storico Carosello dando il via alle feste rionali tra due ali di folla, fuochi d'artificio e bagliori delle fiaccole. La domenica seguente, sul ponte Vecchio, si svolge la storica cerimonia della Preda in Dora: il Podestà getta nel fiume una pietra del Castellazzo (uno dei Borghi) a spregio e monito per i tiranni di tutti i tempi. Nel pomeriggio ha luogo la prima battaglia delle arance: su varie piazze a suon di agrumi si scontrano gli aranceri, gruppi variopinti e agguerriti con tiratori a piedi e sul carro (la battaglia viene replicata il lunedì e il martedì pomeriggio). Unico passaporto di incolumità per gli spettatori è portare sul capo il rosso berretto frigio, ricordo della rivoluzione e della battaglia per la libertà che lega tutta la storia di questa ricca manifestazione.
Località: Saluzzo (CN)
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Periodo: Carnevale | Data: settimana di carnevale |
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| tel: 0175 43527 - 0175 46710 |
Descrizione
Carnevale dalle antiche origini che coinvolge l'intero territorio del Saluzzese: dalle alpi del Monviso alla piana del Po. Molto sentito dagli abitanti, il Carlevè propone momenti di cerimoniale codificato e fantasie di carri allegorici che si rifanno alla storia dell'antico marchesato e alla vita quotidiana.
Località: Torino (TO)
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Periodo: Carnevale | Data: settimana di carnevale |
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Descrizione
Appuntamento conclusivo dei festeggiamenti carnascialeschi - ripreso nel 1988 dall'associazione dei commercianti dopo ben 21 anni di pausa - riunisce una spettacolare parata di carri allegorici provenienti da tutto il Piemonte, oltre tremilacinquecento figuranti, bande musicali e majorettes che trasformano i due chilometri di corso Traiano in una Viareggio nostrana.
Località: Santhià (VC)
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Periodo: Carnevale | Data: settimana di carnevale |
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Descrizione
Nella settimana del Carnevale si svolge il Carnevale storico, che prevede la sfilata in costume delle maschere del Paese. Una tradizione che si ripete da anni e che registra da sempre l’entusiastica partecipazione dei santhiatesi e non solo.
Località: Oleggio (NO)
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Periodo: Carnevale | Data: ultime 3 domeniche di carnevale |
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Descrizione
Per tre domeniche consecutive sfilata di grandiosi carri allegorici, intercalati da gruppi mascherati e folcloristici. Per la preparazione dei carri si lavora un anno intero, con un'arte appresa in molti anni di esperienza e grazie ai consigli dei maestri viareggini che preparano una delle feste di Carnevale più rinomate d'Italia. La sfilata è guidata dalla maschere simbolo del Carnevale oleggese Pirin e Main, alle quali vengono simbolicamente consegnate le chiavi della città. Altri momenti della festa sono: il ballo sotto il tendone, spettacoli vari, il falò conclusivo del fantoccio raffigurante il Carnevale.
Località: Domodossola (VB)
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Periodo: Carnevale | Data: settimana di carnevale |
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| tel: 0324 4921 - 0324 248265 |
Descrizione
Il sabato della settimana precedente il Carnevale iniziano i festeggiamenti con la simbolica consegna da parte del sindaco delle chiavi della città alle maschere del Togn e della Cia. Per tutta la settimana successiva, il Togn e la Cia portano i loro saluti in città. Il Giovedì Grasso si balla in piazza Mercato. La domenica di Carnevale, corteo di carri allegorici, gruppi mascherati, gruppi folcloristici e bande. Il Martedì Grasso appuntamenti conclusivi del Carnevale e premiazione di carri e gruppi mascherati.
Località: Cannobio (VB)
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Periodo: Carnevale | Data: 1ª settimana di Quaresima |
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Descrizione
A Cannobio e in altre località dell'Alto Verbano (Cannero, e alcuni paesi della Valle Cannobina) si festeggia il Carnevale secondo il rito ambrosiano, cioè oltre il Mercoledì delle Ceneri come a Milano. Ciò risale al fatto che la Pieve di Cannobio appartenne a lungo alla Diocesi di Milano. Quando fu inserita nella Diocesi di Novara, solo otto delle 17 parrocchie facenti parte della Pieve accettarono, le altre continuarono ad osservare il rito cosiddetto Ambrosiano. La scelta fu poi confermata da un decreto della Santa Sede. L'ultimo giorno di Carnevale è in programma una sfilata, a cui partecipano anche gruppi provenienti dalla vicina Svizzera, bande e suonatori in maschera.
Località: Borgosesia (VC)
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Periodo: Carnevale | Data: settimana di carnevale |
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| Email: info@carnevalediborgosesia.it | tel: 0163 209028 |
Descrizione
I festeggiamenti, che si articolano in un arco temporale piuttosto lungo, si aprono con l'arrivo di Peru Magunella, atteso nella piazza principale da sua moglie, Gin Fiammà. Dopo che il Sindaco gli consegna le chiavi della città, il Peru diventa a tutti gli effetti Re di Magunopoli (così si chiama Borgosesia durante il suo regno). La domenica in piazza viene cucinata la Busecca (trippa), piatto tipico del Carnevale, distribuita alla popolazione in circa 7000 razioni. Nel periodo del carnevale hanno luogo tre sfilate di carri allegorici, attraverso le quali i rioni si contenderanno l'ambito Palio dei Rioni, assegnato al miglior carro, e il Minipalio, assegnato alla miglior mascherata a piedi. Il mercoledì delle Ceneri ha luogo il momento culminante del Carnevale: il Mercu Scurot (mercoledì scuro). Mentre tutti gli altri carnevali di rito romano terminano, il Carnevale di Borgosesia vive il suo atto conclusivo nel primo giorno di Quaresima, per inscenare con un lungo corteo il funerale del Carnevale. Come vuole la tradizione, i partecipanti si ritrovano la mattina vestiti di tutto punto: frac, gala (un grosso farfallino bianco di garza), cilindro e mantella. Accessorio indispensabile è il Cassù, mestolo di legno utilizzato per bere il vino, distribuito in apposite postazioni dislocate lungo il percorso del corteo. Dopo il Pranzo del Mercu Scurot alla Pro Loco i cilindrati (così si chiamano i partecipanti) iniziano un giro enologico della Città, che si concluderà la sera con la lettura del Testamento del Peru, il rogo del pupazzo che raffigura la maschera e i fuochi artificiali.
Località: Chivasso (TO)
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Periodo: Carnevale | Data: 1ª domenica di Quaresima |
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Descrizione
Si svolge sin dal 1905. La sfilata che ha inizio nelle prime ore del pomeriggio raduna i carri allegorici vincitori nei concorsi delle principali città del Piemonte: tre ore di parata attraverso il centro storico annunciata da gruppi folcloristici e bande musicali provenienti da tutta Europa, al seguito della Bela Tolera, dell'Abbà - Gran Signore delle feste cittadine - e di tutta la loro corte in un trionfo di fiori e coriandoli.
Località: Biella (BI)
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Periodo: Carnevale | Data: settimana di carnevale |
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Descrizione
La storia di questo carnevale è tutta racchiusa nell'atavica rivalità che da sempre contrappone Biella a Vercelli. Il "babi" nel dialetto vercellese è il rospo, che nelle risaie vercellesi trova il proprio habitat naturale. E con il nomignolo di Babi i biellesi definiscono da sempre i vercellesi. In occasione del carnevale di Biella il Babi assume però le sembianze di un personaggio impertinente e provocatore che, secondo la tradizione, salirebbe dalla "bassa" verso il Biellese per insidiare Catlina, moglie del Gipin, maschera della città di Biella. Il Babi, aggirandosi con il suo travestimento da rospo per le vie del capoluogo laniero, si proclama "il più bell'uccello di Biella" (e qui i doppi sensi non necessitano certo di ulteriori spiegazioni) ed annuncia di avere insidiato Catlina suscitando, per altro, le sue attenzioni ed il suo interesse. Gipin, mortificato da queste affermazioni, decide di catturare l'immondo batrace e per farlo chiede la collaborazione dell'intera città, dei gendarminieri (singolare connubio tra gendarmi e carabinieri) e della giustizia. E per incoraggiare le ricerche del nemico mette una taglia sulla testa del rospaccio vercellese: a chi lo catturerà o ne segnalerà la presenza favorendone la cattura andranno salumi e vino. Immancabilmente, nel volgere di pochi giorni, il Babi viene catturato e condotto in catene in una prigione segreta sino al giorno del processo, che sarà anche l'ultimo del carnevale. Il Processo al Babi è una rappresentazione teatrale a tutto tondo, con i testi affidati ad un'équipe di conoscitori delle tradizioni e delle leggende più remote della storia biellese, ma anche con l'intervento di cabarettisti locali che contribuiscono alla messa in scena di uno spettacolo, tra la satira e lo sberleffo, rappresentato da una compagnia amatoriale sul palcoscenico del teatro Sociale Villani, il più prestigioso del capoluogo. E, come qualsiasi processo che si rispetti, alla fine c'è la sentenza pronunciata dal presidente della Corte. Sentenza scontata, poiché da sempre la condanna per il povero Babi è la stessa: il rogo! Ma prima del levarsi delle fiamme, il Babi pronuncia il suo ultimo, attesissimo discorso. È una sorta di requisitoria nei confronti della città, il pretesto voluto dagli autori per mettere alla berlina vizi ed intrallazzi tutti biellesi. E ce n'è per tutti: amministratori pubblici, imprenditori, giornalisti, gente comune. Poi, viene il momento dell'esecuzione della condanna. Nella piazza antistante il teatro un pupazzo, con le sembianze del Babi, viene collocato in cima ad una pira dalla quale poco dopo si levano le fiamme. È la fine del Babi che coincide con quella del carnevale cittadino.
Località: Tonco (AT)
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Descrizione
La Giostra del Pitu viene rievocata nel periodo di carnevale. In passato, la giostra prevedeva l'uccisione di un tacchino, in dialetto "pitu", scelto come capro espiatorio dei mali che infliggevano la società per la salvezza comune. Oggi il tacchino è stato sostituito con un fantoccio che viene colpito con una spada di legno da un cavaliere al galoppo. La giostra viene ambientata nell'XI secolo al tempo delle crociate, il corteo storico in costume è aperto, infatti, dalla figura di Gerardo di Tonco, dell'ordine di Malta, il quale, dopo la Prima Crociata, istituì l'ordine Ospitaliero di S. Giovanni di Gerusalemme.